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radicchio verde

Aggiornato il 21 maggio 20153 capitoli5 domande frequenti
Radicchio verde

Storia

Le origine del radicchio sono molto antiche, risalgono al primo secolo dopo Cristo. Plinio il Vecchio citò questo ortaggio nel suo libro dal nome Naturalis Historia detta anche lattuga veneta oppure erba amica del fegato. Il suo nome ha origini latine dal significato di “radicula”, ovvero Radice. Le primissime informazioni riguardanti il radicchio verde, si ebbero intorno alla fine del 1400, con la Repubblica di Venezia, mentre la coltivazione avvenne nel sedicesimo secolo dove il radicchio prese il nome di “fiore d'inverno”, presso il comune di Casier nella provincia di Treviso. Per la botanica, questa pianta è una varietà di cicoria, dal sapore amarognolo. Il radicchio rosso è quello più conosciuto, infatti in molte regioni viene chiamato (cicoria rossa) , ma la variante può' essere quello verde oppure quello bianco. Anche la forma di questi ortaggi di colore diverso varia, da quella allungata a quella più tondeggiante. Negli ultimi decenni, questo ortaggi ricco di proprietà, inizia ad avere un forte consumo in cucina ed in ambito nutraceutico.

Consumi in cucina

Il radicchio verde, può essere consumato sia crudo nelle insalate, oppure cotto alla griglia, o alla brace ed anche marinato. Molti primi piatti utilizzano il radicchio verde, come ad esempio i risotti (radicchio e gorgonzola), oppure come ingrediente da aggiungere nelle frittate o per riempire delle carni. Le varietà tardive del radicchio verde, sono ottime da consumare come condimento per la pasta o per ricette che prevedono la cottura di questo ortaggio. Grazie alle sue proprietà depurative, in alcune zone del nostro paese il radicchio verde viene utilizzato per preparazioni di caffè o bevande per depurarsi.

Proprietà

Grazie al suo alto contenuto di ferro, questa pianta è consigliata per chi soffre di anemia ed un utilizzo giornaliero fornisce all'organismo il giusto quantitativo che occorre per la salute. Per chi soffre invece di ulcere allo stomaco o duodenali o retto colite ulcerosa, il suo consumo è vietato. Ricordiamo, che come tutti gli ortaggi e le verdure, anche il radicchio verde contiene fibre, quindi un largo consumo può avere effetti lassativi, sopratutto in soggetti con colon irritabile o problematiche legate al tratto gastro-entero logico. Se volete acquistare un ottimo radicchio la sola cosa che dovete osservare sono le foglie. Se trovate un fogliame esterno appassito e bagnato, significa che l'ortaggio non è fresco. Anche un fogliame troppo macchiato, non è consigliato per essere consumato crudo. Per chi non gradisce troppo il sapore amarognolo, si consiglia di mettere a bagno il radicchio verde due ore primo del consumo.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali benefici nutrizionali del radicchio verde?
    Il radicchio verde è un ortaggio particolarmente benefico grazie al suo elevato contenuto di ferro, sostanza fondamentale per prevenire e contrastare l'anemia. Inoltre, apporta vitamine essenziali e proteine, contribuendo al benessere generale dell'organismo. La sua natura depurativa lo rende ideale per supportare la funzionalità epatica e intestinale. Tuttavia, va consumato con moderazione da chi soffre di ulcere gastriche, duodenali o colite ulcerosa, poiché potrebbe aggravare queste condizioni. Le fibre presenti favoriscono il transito intestinale, offrendo un effetto lassativo naturale utile per chi non ha problemi gastrointestinali specifici.
  • Come si riconosce un radicchio verde fresco al momento dell'acquisto?
    Per selezionare un radicchio verde di ottima qualità, è fondamentale esaminare attentamente il fogliame esterno. Un ortaggio fresco presenta foglie compatte, croccanti e di un colore verde intenso e uniforme. Evitate esemplari con foglie esterne appassite, molli o bagnate, poiché indicano una conservazione inadeguata o un'età avanzata. Inoltre, se intendete consumarlo crudo, controllate che non ci siano macchie scure o segni di deterioramento sulle foglie interne. Un radicchio sano deve risultare pesante rispetto al volume, segno di un buon contenuto idrico e freschezza.
  • In quali modi si può cucinare il radicchio verde?
    La versatilità del radicchio verde permette numerosi utilizzi in cucina. Può essere gustato crudo in insalate, magari abbinato a formaggi stagionati o noci. In alternativa, può essere cotto alla griglia, alla brace o lessato per ammorbidirne il sapore amarognolo. È eccellente come ingrediente per risotti, come nel classico abbinamento con il gorgonzola, o per arricchire frittate e ripieni di carne. Nelle varietà tardive, diventa un condimento perfetto per la pasta. Alcuni lo utilizzano anche per preparare infusi o bevande depurative, sfruttando le sue proprietà naturali.
  • Come eliminare o ridurre l'amarezza del radicchio verde prima del consumo?
    L'amarezza caratteristica del radicchio verde può essere ridotta efficacemente mediante un semplice trucco culinario: immergere le foglie intere o tagliate in acqua fredda per circa due ore prima della preparazione. Questo procedimento aiuta a diluire i composti responsabili del gusto amaro. Per un risultato ancora migliore, potete cambiare l'acqua durante l'immersione. Se preferite consumarlo cotto, la bollitura o la cottura alla griglia mitigano ulteriormente l'intensità del sapore, rendendolo più gradevole anche a chi non ama particolarmente le note amare tipiche delle cicorie.
  • Chi dovrebbe evitare di mangiare il radicchio verde?
    Nonostante i suoi benefici, il radicchio verde non è adatto a tutti. Il suo consumo è sconsigliato o severamente limitato per chi soffre di ulcere allo stomaco, ulcere duodenali o colite ulcerosa, poiché le sue caratteristiche potrebbero irritare le mucose digestive già infiammate. Inoltre, dato l'elevato contenuto di fibre, un consumo eccessivo può provocare effetti lassativi intensi, specialmente in soggetti predisposti al colon irritabile o con altre patologie del tratto gastroenterologico. Chi ha sensibilità intestinali dovrebbe pertanto modulare l'assunzione o preferire cotture che ne ammorbidiscano la struttura.

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