Cocomero

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cocomero

Il cocomero è il realtà la pianta dalla quale si consuma il suo frutto che si chiama anguria, e può raggiungere dimensioni elevate.

di Redazione

11 luglio 2015

Generalità

Quando parliamo di cocomero, generalmente si intende indicare la sua parte commestibile ovvero l'anguria, ma il cocomero invece, è la pianta che lo produce che in termini di botanica, viene indicata con il nome di “ Citrullus vulgaris”. Indipendentemente dalla parola che si vuole utilizzare, questo frutto appartiene al quinto gruppo degli alimenti e come tutti gli altri frutti che appartengono a questa categoria, anche il cocomero, possiede una buona quantità di carotenoidi ( vitamina A), di una elevata percentuale di acqua e di moltissimi sali minerali. Nonostante le sue caratteristiche appena citate, il cocomero non presenta una elevata quantità energetica. Il termine cocomero che è un sostantivo dalla provenienza della lingua latina, in realtà, è un frutto falso, come anche il melone e la zucca gialla. Il cocomero è un frutto di tipo carnoso “peponide”, perché presenta sia l'epicarpo ed il mesocarpo che sono fusi tra loro, mentre l'endocarpo, è attaccato alla placenta dei semi. La sua forma generalmente è sferica oppure ovale e può raggiungere notevoli dimensioni, il suo colore invece è di un verde molto intenso, con delle sfumature più o meno chiare, mentre la porzione edule, è di colore rosso acceso. La buccia del frutto del cocomero, non è ben digeribile e la sua consistenza presenta uno spessore di diversi centimetri, che varia in base al gradi di maturazione del frutto, ed una volta tagliata, il suo colore è bianco o verde chiaro. Quando parliamo della buccia del cocomero, stiamo parlando dell'epicarpo unito ad una breve porzione di mesocarpo. Possiamo inoltre dire, che il cocomero è una pianta erbacea rampicante che nasce e cresce a ciclo annuale, e presenta delle grandi foglie, con fiori di colore giallo. L'origine di questa pianta è dell'Africa, infatti essa cresce rigogliosamente in terreni dal clima tropicale, ma la sua coltivazione viene fatta anche nel nostro paese, dove sono presenti diverse aziende produttrici che mettono sul commercio questo prodotto in altissime quantità per tutto il periodo estivo. Sin dai tempi più remoti veniva coltivato questo frutto, mentre in Europa, venne introdotto solo dopo le invasioni musulmane, mentre in oriente circa due secoli prima. Per la popolazione del continente africano, il cocomero ha sempre costituito una importantissima fonte idrica, vitaminica e salina. Questa pianta infatti, è in gradi di resistere a climi desertici, quindi molto caldi ed aridi e vanta una elevata produttività non trascurabile in tutto il mondo. Nelle zone di origine, questo importantissimo frutto, è considerato una vera e propria fonte di sostentamento.

Caratteristiche nutrizionali

In molti sapranno di certo, che il cocomero è anche conosciuto per il suo teorico effetto afrodisiaco e questo sarebbe imputabile per la presenza della citrullina, un amminoacido non essenziale ed anche ai suoi effetti relativi al suo consumo (ipercitrullinemia). Nella realtà, questa molecola, svolge diverse funzioni, tra le quali la difesa immunitaria ed il ciclo dell'urea. Se parliamo a livello teorico contro la disfunzione erettile,dovrebbe senz'altro agire in diversi modi. Favorendo la dilatazione dei vasi sanguigni, aiuta ad avere l'erezione, ma anche il fatto stesso che stimola il sistema cardiocircolatorio, da più elasticità alle pareti dei vasi sanguigni, ma tutte queste caratteristiche, messe in pratica, sono improbabili da far classificare il cocomero come un frutto afrodisiaco. Grazie al suo elevato contenuto di acqua che abbiamo citato nel paragrafo precedente, si attribuisce al cocomero una funzione dietetica, anche per i suoi sali minerali e vitamine. Essendo un frutto che principalmente viene consumato nei caldi mesi estivi, questo favorisce l'idratazione, in maniera molto analoga alla stessa acqua. Il fruttosi ed il potassio presenti nel cocomero, risultano essere facilmente assorbibili, grazie alla concentrazione osmotica dei suoi fluidi. Un consiglio che possiamo fare, è quello di non eccedere con le porzioni di questo frutto, specie dopo un'abbondante pasto, perché il livello notevole di contenuto idrico presente in esso, può prolungare i tempi della digestione, anche se per poco, per eccesso dei succhi gastrici. Il valore energetico che contiene questo frutto è senz'altro molto limitato, derivante essenzialmente dagli zuccheri semplici presenti, ovvero il fruttosio. Per quanto riguardo il contenuto di fibre, il cocomero non vanta una elevata quantità. Tra i sali minerali, si evidenziano elevate concentrazioni di potassio, mentre il sodio al contrario, è molto ridotto. Questa caratteristica, se la uniamo alla sua elevata quantità di acqua, rende il frutto del cocomero un alimento ideale per chi soffre di ipertensione arteriosa.

In cucina

Con questo frutto molto dissetante e dalle pochissime calorie, si possono servire sulle vostre tavole delle macedonie miste con altri frutti, oppure si può assaporare anche da solo. Essendo ricco di acqua, è ideale per la realizzazione di gustosi frullati senza l'aggiunta di zuccheri, perché come abbiamo già detto, nel cocomero sono presenti gli zuccheri buoni, cioè il fruttosio. Questo frutto dalle dimensioni elevate, viene spesso utilizzato come decorazioni per i banchetti matrimoniali, diviso a metà con delle porzioni preparate precedentemente da offrire agli ospiti.

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Domande frequenti

  • Il cocomero ha davvero proprietà afrodisiache grazie alla citrullina?
    Sebbene il cocomero contenga citrullina, un amminoacido che teoricamente favorirebbe la dilatazione dei vasi sanguigni e migliorerebbe l'erezione, nella pratica questi effetti sono quasi impossibili da ottenere tramite la sola alimentazione. Le quantità necessarie sarebbero irraggiungibili mangiando il frutto normale. Pertanto, classificare il cocomero come un vero afrodisiaco è infondato; il suo ruolo principale rimane quello di alimento dissetante e nutriente, privo di efficacia clinica significativa sulla funzione sessuale.
  • Quali sono i principali benefici nutrizionali del cocomero?
    Il cocomero è eccellente per l'idratazione grazie all'elevatissima percentuale di acqua, rendendolo ideale nei periodi caldi. È povero di calorie e apporta zuccheri semplici come il fruttosio, facilmente assimilabili. Dal punto di vista minerale, spicca l'alto contenuto di potassio e la bassa quota di sodio, una combinazione che lo rende un alimento consigliato per chi soffre di ipertensione arteriosa. Contiene inoltre carotenoidi (vitamina A) e sali minerali vari, pur avendo un contenuto modesto di fibre.
  • È sicuro mangiare il cocomero dopo un pasto abbondante?
    Non è consigliabile eccedere con le porzioni di cocomero subito dopo pasti ricchi, poiché l'enorme quantità di acqua in esso contenuta può diluire i succhi gastrici e rallentare temporaneamente la digestione. Anche se l'impatto negativo è solitamente lieve, il prolungamento dei tempi digestivi può causare senso di pesantezza o gonfiore addominale. Per godere appieno delle sue proprietà dissetanti senza disagi gastrointestinali, è meglio consumarlo come spuntino separato o a fine pasto, evitando combinazioni troppo pesanti.
  • Si può mangiare la buccia del cocomero?
    La buccia del cocomero, costituita dall'epicarpo e da una parte del mesocarpo, non è considerata ben digeribile e ha una consistenza dura, specialmente quando il frutto è maturo. Sebbene alcune tradizioni culinarie ne utilizzino parti interne più tenere in preparazioni specifiche, in generale non è adatta al consumo diretto per la sua scarsa digeribilità. Si consiglia di eliminare la parte esterna verde scuro e quella bianca spessa, limitandosi alla polpa rossa interna per un'esperienza gastronomica ottimale e sicura.
  • Come si conserva correttamente il cocomero?
    Prima di essere tagliato, il cocomero intero va conservato in un luogo fresco, asciutto e areato, lontano da fonti di calore diretto, per preservarne la qualità fino a diverse settimane. Una volta aperto, la restante porzione deve essere riposta in frigorifero, coperta con pellicola trasparente o inserita in un contenitore ermetico per evitare contaminazioni e perdita di umidità. Consumalo entro 3-5 giorni per garantirne freschezza e sicurezza alimentare, ricordando che il freddo ne accentua il sapore dissetante.

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