CONO PER GELATO

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cono per gelato

Il cono per gelato, è un contenitore fatto di cialda o wafer ed il primo inventore di questo prodotto dolciario fu proprio un italiano.

di Redazione

08 giugno 2015

Descrizione

Il cono gelato, che tutti conosciamo, è un contenitore dalla forma conica aperto alla base, spesso fatto con ingredienti commestibili come ad esempio il wafer, oppure biscotto o cialda, che va impugnato nella parte sottostante (punta). Ad inventare il cono per gelato, fu un italiano nel 1903 “Italo Marchioni”, originario del Cadore, che brevetto la sua invenzione a Washington D.C. Questo prodotto di “Food design italiano”, è uno dei più importanti e famosi in tutto il mondo, e nel corso dei suoi 100 anni di storia, ha ricevuto moltissimi cambiamenti, testimoniando molteplici generazioni sociali. I primi gelati confezionati con ostia di pane vennero prodotti in Italia e Caterina de' Medici, attraverso i suoi cuochi ed alla servitù, introdusse le sue ricette nel Rinascimento in Francia. Nel sedicesimo secolo, sempre grazie agli Italiani, il cono per gelato, venne introdotto in Inghilterra. In Francia, Germania e gran Bretagna, utilizzavano coni in carta o metallo per assaporare il gelato durante il XIX secolo.

Storia

I cornetti con crema, venivano fatti con l'aggiunta di mandorle per poi essere cotti al forno e non premuti tra i ferri. Questi cornetti, potevano essere riempiti non solo con il classico gelato, ma anche con sorbetti, frutta o creme e serviti sia a pranzo che a cena. Il gelato in Gran Bretagna, fu introdotto con molto successo, grazie a Mrs Marshall, che pubblico due libri di ricette per la realizzazione di questo dolce e brevettò l'invenzione per la macchina del gelato. Italo Marchioni, nel dicembre del 1903 (13 dicembre), italiano ormai residente a New York City da moltissimo tempo, ricevette il brevetto statunitense,per l'invenzione del cono gelato che grazie a lui era già in vendita dal in America dal 1896.

Ricetta per la preparazione del cono gelato fatto in casa

Il cono gelato è una passione tipicamente italiana e questo si può preparare anche in casa, aggiungendo il gelato in vaschetta o meglio ancora preparato da voi e dovete avere a disposizione la speciale piastra per la sua realizzazione. In una grande terrina, va setacciata la farina (330 g), lo zucchero (90) grammi ed un cucchiaio di cacao ed un pizzico di sale. Dopo dovete versare gli albumi d'uovo (3) e poco meno di 100 ml di acqua molto fredda e 6 cucchiai di olio extra vergine di oliva ed una volta terminato questo passaggio, con una frusta,dovete amalgamare bene fino ad ottenere un composto liscio. Ora va scaldata la piastra, spennellando sempre con dell'olio di oliva entrambe i lati. Dopo con un mestolo va presa una parte del composto e versata sopra, richiudendo velocemente il coperchio e lasciando cuocere per circa un minuto. Una volta che la cialda avrà preso il classico colore della nocciola, va modellata con le mani, dandole la forma di cono. Ripetete questa operazione per il restante composto che vi e' avanzato.

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Domande frequenti

  • Chi ha inventato il cono per gelato e quando?
    L'inventore del cono per gelato è stato Italo Marchioni, un italiano originario del Cadore che viveva negli Stati Uniti. Egli brevettò la sua invenzione il 13 dicembre 1903 presso l'Ufficio Brevetti degli Stati Uniti a Washington D.C. Tuttavia, la commercializzazione del prodotto iniziò già nel 1896 a New York. La sua creazione rappresenta un importante caso di food design italiano, trasformando un semplice supporto per il gelato in un'icona globale. Prima di Marchioni, il gelato veniva servito in contenitori riutilizzabili come tazze di metallo o bicchieri di carta, rendendo il suo cono commestibile una vera innovazione pratica e gustosa.
  • Quali sono gli ingredienti principali per preparare i coni in casa?
    Per realizzare i coni per gelato domestici, la ricetta classica prevede l'uso di farina bianca, zucchero, cacao amaro in polvere, sale, albumi d'uovo, acqua fredda e olio extravergine d'oliva. Nello specifico, si utilizzano 330 grammi di farina, 90 grammi di zucchero, un cucchiaio di cacao, un pizzico di sale, tre albumi, meno di 100 millilitri di acqua fredda e sei cucchiai di olio. Questa combinazione garantisce una consistenza croccante e un sapore delicato. L'impasto deve essere lavorato fino a ottenere una pastella liscia e omogenea, pronta per essere cotta sulla piastra apposita per waffle o crêpes.
  • Come si modella il cono dopo averlo cotto?
    La fase di modellatura è cruciale e deve avvenire immediatamente dopo la cottura, mentre la cialda è ancora calda e flessibile. Una volta versato l'impasto sulla piastra preriscaldata e spennellata d'olio, si cuoce per circa un minuto finché la superficie non assume un caratteristico colore nocciola. A questo punto, si apre rapidamente la piastra e, usando le mani protette da guanti termici o semplicemente con cautela, si arrotola la cialda calda attorno a un oggetto cilindrico (come un mattarello o un cono stampo) per darle la forma conica. Bisogna fare attenzione a non bruciarsi, poiché il materiale è molto caldo ma diventa rigido raffreddandosi rapidamente.
  • È possibile usare altri tipi di impasto oltre a quello base?
    Sì, la ricetta del cono può essere adattata in molte varianti per soddisfare diversi gusti. Oltre alla versione base con cacao, è possibile arricchire l'impasto con gocce di cioccolato, cannella, scorza d'arancia o limone per profumare la cialda. Alcuni preferiscono utilizzare burro fuso al posto dell'olio per una maggiore friabilità, oppure aggiungere mandorle tritate, come facevano storicamente i cornetti con crema del passato. L'importante è mantenere l'equilibrio liquido-solido dell'impasto: se troppo denso, il cono risulterà duro; se troppo fluido, si spezzerà durante la formatura. La sperimentazione permette di creare coni personalizzati perfetti per abbinamenti specifici.
  • Quanto durano i coni fatti in casa e come si conservano?
    I coni preparati in casa hanno una durata limitata rispetto a quelli industriali perché privi di conservanti. Si consiglia di consumarli entro 24-48 ore dalla produzione per garantirne la massima croccantezza. Per conservarli, vanno lasciati raffreddare completamente a temperatura ambiente e riposti in un contenitore ermetico, possibilmente con foglio di carta forno tra uno strato e l'altro per evitare che si attacchino. Evitare di tenerli in frigorifero, poiché l'umidità li renderebbe molli e stopposi. Se noti che perdono croccantezza, puoi rimetterli brevemente in forno a bassa temperatura per reidratarsi e recuperare la texture originale.

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