datteri secchi

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datteri secchi

I datteri secchi sono il frutto che si ricava dalla palma Phoenix Dactylifera, ovvero una pianta dal fusto molto alto in grado di raggiungere anche i 30 metri di altezza.

di Redazione

30 gennaio 2018

Descrizione

Quando si parla di datteri secchi si vuole indicare il frutto che viene comunemente attribuito alla palma Phoenix Dactylifera Arecaceae, ovvero un albero dalla forma longilinea ed imponente in grado di raggiungere altezze molto elevate che possono sfiorare i 20 o i 30 metri. È un frutto tipico dell'Africa settentrionale ed anche dell'Asia occidentale, ma possiamo trovarlo anche in prossimità dei fiumi Tigre ed Eufrate, perché il dattero è caratteristico dei paesi con un clima caldo. Attualmente vine coltivato nelle aree del Mediterraneo, nel Golfo Persico, in Arabia, nelle Canarie ed in America Meridionale. La palma dei datteri è molto longeva e produttiva, infatti alcune specie iniziano a dare i frutti già dopo tre anni e sono in grado di vivere fino a 3 secoli. Durante la piena maturità della pianta ed in condizioni particolari, essa è in grado di produrre annualmente oltre 50 chilogrammi di frutti. La palma si sviluppa in maniera molto rapida e le radice possenti scavano nel suolo per sostenere il corpo e si nutrono negli strati più profondi del terreno. Il tronco dell'albero della pianta del dattero si presenta esteticamente rugoso e ruvido interamente rivestito di squame e di residui dei peduncoli delle foglie vecchie. Il fogliame a fronde rigide e di colore verdastro possono arrivare a raggiungere anche i tre metri di lunghezza, e costituiscono per la pianta una sorta di corono situata sulla cima dell'albero, tipica caratteristica delle palme. Le infiorescenze sono raggruppate in pannocchie ed hanno un colore giallo, mentre i datteri sono frutti dal sapore dolciastro, che contengono al loro interno un seme dalla consistenza legnosa.

Il frutto

Come abbiamo precedentemente introdotto, il frutto della Phoenix Dactylifera è il dattero, ovvero una bacca dalla consistenza carnosa e dalla forma ovale alle estremità con un sapore gradevole e particolarmente dolce. Il nome “Dattero” deriva dalla lingua greca Daktilos, che tradotto nella nostra lingua significa Dito. Il datteri sia freschi che secchi hanno una forma oblunga e la colorazione va dal marroncino al brunastro. Al loro interno è presente un unico seme legnoso, appuntito e molto duro, e sono rivestiti da una pellicola sottile e fragile. I datteri racchiusi nelle spighe sono raggruppati in grappoli fitti ed ognuno di essi può contenere da 200 fino a 1.000 frutti. Esistono due qualità differenti di datteri: il dattero a polpa dura, e quello a polpa molle. La prima qualità è molto diffusa nei paesi Arabi, dove sono maggiormente commercializzati e coltivati, mentre la qualità a polpa molle, con la consistenza più carnosa, sono apprezzati nei Paesi Europei ed in America. La maggior parte dei datteri vine sottoposta al processo di essiccazione, utile ad aumentare la concentrazione di zucchero e prolungare in questo modo i tempi di conservazione. Alcune varietà come Berhi e Hiann sono adatte per il consumo fresco e quelli coltivati in Israele sono tra le tante varietà quelli più carnosi, grandi e pregiati.

Valori nutrizionali

I datteri secchi hanno un elevato potere energetico, per questo il loro consumo è sconsigliato per coloro che seguono una dieta con regime ipocalorico, mentre possono essere raccomandati durante le diete energetiche, in particolare in casi di riabilitazione fisica ed in quella di affaticamento. Essi forniscono infatti circa 235 chilo-calorie per 100 grammi di prodotto, e sono costituiti dal 50 al 70% di zuccheri, ovvero carboidrati, mentre contengono un 30% di acqua ed il 2,7% di proteine e lo 0,60% di grassi. Considerato lo scarso contenuto di proteine, i datteri secchi sono consigliati nelle diete ipoproteiche. All'interno della polpa del frutto troviamo un quantitativo di rilievo di magnesio, in particolare la palma del dattero delle zone sahariane, che cresce in un territorio ostile , sabbioso e molto ricco di questo minerale. Il dattero è un frutto paragonabile ad una spugna, per questo assorbe tutti i minerali presenti nel terreno, e rappresenta per questo una miniera importante, perché al suo interno sono presenti circa 60 mg di magnesio per 10 grammi di prodotto. Oltre ad esso nel frutto troviamo un buonissimo quantitativo di ferro, di rame, di potassio, di zinco, di calcio, di fosforo e manganese. Fatta eccezione per la tirosina, nel dattero vi sono tutti gli amminoacidi essenziali anche se in quantità minori rispetto ai sali minerali ed inoltre contengono modeste quantità di vitamine, in particolare quelle appartenenti al gruppo B, ovvero B1, B2 e B6. Per quanto riguarda il loro impiego essi possono essere consumati sia freschi al naturale, avendo cura di scartare il seme appuntito al loro intero prima di assaporare il frutto, oppure secchi, da gustare in accompagnamento con pietanze di mascarpone e formaggio, oppure con latra frutta secca come le mandorle, le noci o le nocciole. Infine i datteri sia freschi che secchi sono molto utilizzati per decorare i dessert.

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Domande frequenti

  • Quali sono i valori nutrizionali principali dei datteri secchi?
    I datteri secchi sono un alimento ad alta densità energetica, fornendo circa 235 kcal per 100 grammi. Sono composti prevalentemente da zuccheri naturali, che rappresentano dal 50% al 70% del peso totale, rendendoli una fonte immediata di energia. Contengono circa il 30% di acqua, il 2,7% di proteine e solo lo 0,60% di grassi. Nonostante il basso apporto proteico, sono ricchi di sali minerali come magnesio, ferro, potassio, calcio e zinco, oltre a contenere modeste quantità di vitamine del gruppo B.
  • Perché i datteri secchi sono considerati un ottimo integratore energetico?
    Grazie all'elevata concentrazione di carboidrati semplici, i datteri secchi offrono un rapido apporto calorico ideale per chi necessita di recuperare energie velocemente. Sono pertanto raccomandati in diete energetiche, durante la riabilitazione fisica post-infortunio o in caso di forte stanchezza fisica. Tuttavia, proprio per questo alto potere calorico, il loro consumo dovrebbe essere moderato o evitato da chi segue regimi ipocalorici mirati alla perdita di peso, poiché possono facilmente superare il fabbisogno giornaliero se consumati in eccesso.
  • Qual è la differenza tra datteri a polpa dura e quelli a polpa molle?
    La distinzione principale risiede nella consistenza della polpa e nell'utilizzo commerciale. I datteri a polpa dura sono tipici dei paesi arabi, dove vengono coltivati e commercializzati in larga misura; hanno una struttura più compatta. Al contrario, i datteri a polpa molle presentano una consistenza più carnosa e morbida, risultando generalmente più apprezzati nei mercati europei e americani. Entrambe le qualità derivano dalla stessa pianta, la Phoenix Dactylifera, ma variano in base alla varietà specifica e al processo di essiccazione applicato.
  • Quanti minerali importanti contiene il dattero e quali sono i più rilevanti?
    Il dattero agisce come una spugna naturale, assorbendo i nutrienti dal terreno circostante, e risulta particolarmente ricco di magnesio, arrivando a contenere circa 60 mg per 10 grammi di prodotto, specialmente nelle varietà coltivate in zone sahariane. Inoltre, è una buona fonte di ferro, rame, potassio, zinco, calcio, fosforo e manganese. Per quanto riguarda gli amminoacidi, contiene quasi tutti quelli essenziali, fatta eccezione per la tirosina, sebbene in quantità inferiori rispetto ai sali minerali.
  • In che modo si conservano i datteri e qual è l'effetto dell'essiccazione?
    La maggior parte dei datteri viene sottoposta a un processo di essiccazione fondamentale per due motivi: concentrare ulteriormente gli zuccheri naturali e prolungare significativamente i tempi di conservazione rispetto alla versione fresca. Questo trattamento permette di mantenere il frutto commestibile per lunghi periodi senza alterarne le proprietà nutrizionali di base. I datteri freschi, invece, sono più deperibili e richiedono un consumo immediato o una refrigerazione attenta, mantenendo comunque la stessa struttura interna con il caratteristico seme legnoso.

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