Lizzano

vino rosso

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Il Lizzano è un vino rosso tipico della Puglia, ideale per essere assaporato con pietanze di carne rossa e bianca, oppure con formaggi a pasta semi dura e primi piatti strutturati.

di Redazione

05 giugno 2018

Lizzano. Provenienza

Il vino rosso Lizzano proviene dalla zona vinicola Lizzano DOC che è situata ad est di Taranto. Essa dista circa 25 chilometri dal Salento, sul margine meridionale delle Murge Tarantine. Il territorio è prevalentemente pianeggiante e caratterizzato da colture arboree miste, mandorleti ed uliveti che si alternano ai vigneti. In questa zona sono presenti i Trulli, ovvero abitazioni costruite in pietra tolta dal terreno per renderlo coltivabile. Il clima è quello tipico mediterraneo, e grazie alla vicinanza con il mare gli inverni sono miti e le temperature molto raramente scendono sotto lo zero. Sin dai tempi più antichi questa zona è a vocazione vinicola, infatti i Greci prima e successivamente i Romani sfruttavano la posizione geografica per il commercio. Il suolo è di natura carsica proprio come tutta la regione Puglia, e mostra una forte presenza di calcare, argilla, sabbia e terra rossa che si trovano poggiate sul basalto di sedimenti che derivano dai fossili marini emersi. Sono quasi assenti i corsi di acqua superficiali, ma l'approvvigionamento idrico deriva dalla presenza di inghiottitoi e tipiche fessure che si trovano nei terreni carsici. Questi sono in gradi di convogliare l'acqua piovana nel sottosuolo e dare vita così a dei fiumi veri e propri sotterranei, dai quali le piante e le coltivazioni ne traggono il giusto nutrimento.

I vitigni

Il vitigno che viene impiegato per la produzione di questa denominazione è il Montepulciano, il Negramaro, il Bombino nero, il Sangiovese, ed il Pinot nero come vitigno secondario. Essi sono inoltre coadiuvati anche della Malvasia nera di Lecce e Brindisi. Il Bombino nero è un vitigno poco comune e viene utilizzato solo in Puglia nei tagli con il Negramaro, mentre il Pinot nero non è una scelta facile per questa zona, perché predilige un clima più freddo, ma una volta allevato può conferire al vino la giusta eleganza in piccola percentuale. Non può essere vinificato come unico vitigno in questa clima caldo, ma la sua presenza durante l'assemblaggio è gradita. Il Negramaro invece è il vitigno simbolo della Puglia insieme al Primitivo del Salento. Esso conferisce al vino colore, struttura e gradazione alcolica. Fornisce vini dai sentori di bosco e frutta matura dove si possono percepire sentori vegetali e minerali. Esso invecchia molto bene ed inoltre inizia ad essere apprezzato non solo a livello nazionale.

Lizzano DOC

Il 21 dicembre del 1988 venne istituita per decreto la Denominazione di Origine Controllata per la produzione non solo dei vino rossi , ma anche dei rosati e dei bianchi nei territori facente parte dei comuni di Lizzano e Fagiano. Le uve autorizzare sono il Negramaro presente nell'assemblaggio dal 60 all'80%, il Sangiovese, il Montepulciano, il Pinot nero ed il Bombino nero, sia da soli o congiuntamente per un massimo del 40%. Inoltre possono essere utilizzate i vitigni Malvasia nera di Brindisi o di Lecce per un massimo del 10%. Ogni ettaro deve rendere al massimo 14 tonnellate di uva, con una gradazione alcolica di almeno 11% vol ed 11,5% vol nel caso di vitigni monovarietali. Le tipologie consentite dal disciplinare sono: 1. Rosso 2. Negramaro 3. Malvasia nero 4. Novello Per quanto riguarda le coltivazioni monovarietali l'uvaggio presente nelle etichette deve essere almeno dell'85% nell'assemblaggio, a differenza del Novello che non può essere anteriore al 15 novembre dell'anno di produzione delle uve, e non posteriore al 30 marzo dell'anno seguente. IL Lizzano si mostra esteticamente con una colorazione rossa che varia dal rubino intenso al granato. All'olfatto invece è un vino gradevole e caratteristico, mentre il suo sapore armonico è asciutto al palato. Si presta bene per essere assaporato con carne al forno, con formaggi a pasta semi dura, primi piatti e carne bianca. Per quanto riguarda il Lizzano Malvasia Nera, il suo colore estetico è rosso intenso e l'odore è caratteristico come la sua aroma. Al palato risulta essere vellutato ed armonico, e si presta benissimo a tavola con carne di fegato e cervello, con formaggi piccanti e primi piatti saporiti. Nel novello invece la colorazione è variabile dal granato al rubino, mentre l'odore è gradevole, vinoso e caratteristico, dal sapore asciutto ma armonico. È ideale per essere assaporato insieme alla carne bianca, oppure con formaggi freschi e dalla pasta semi dura oppure con primi piatti leggeri e poco elaborati. Il rosso di Lizzano DOC viene immesso al consumo non prima del 15 novembre dell'anno di produzione e non posteriore al 30 del mese di marzo dell'anno successivo per essere denominato “giovane”. Attualmente le aziende che producono questo vino sono ancora a livello commerciale sconosciute, e necessiteranno di ancora del tempo per essere conosciute nel resto d'Italia. Tra le aziende le più conosciute sono la Cantina ed Oleificio di Lizzano che produce un ottimo Novello.

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Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni principali utilizzati per produrre il Lizzano DOC?
    Il Lizzano DOC è un vino ottenuto principalmente dall'assemblaggio di diverse varietà autoctone pugliesi. Il vitigno principe è il Negramaro, che deve costituire tra il 60% e l'80% dell'uvaggio, apportando struttura, colore e note di bosco. A questo si aggiungono Sangiovese, Montepulciano, Bombino nero e Pinot Nero (in percentuali minori, fino al 40% combinato). È possibile includere fino al 10% di Malvasia Nera di Brindisi o Lecce. Questa combinazione permette di ottenere un profilo aromatico complesso e bilanciato, tipico della zona tarantina.
  • Con quali piatti si abbina meglio il vino rosso Lizzano?
    Grazie al suo carattere armonico e asciutto, il Lizzano rosso si sposa eccellentemente con carni rosse e bianche cotte al forno, nonché con formaggi a pasta semidura. È perfetto anche per accompagnare primi piatti strutturati e saporiti. Se opti per la versione specifica Lizzano Malvasia Nera, il suo profilo vellutato risalta particolarmente bene con piatti di fegato, cervello e formaggi piccanti. La versatilità del vino lo rende un compagno ideale per la cucina tradizionale pugliese ricca di sapori autentici.
  • Cosa distingue il Lizzano Novello dagli altri tipi di Lizzano DOC?
    Il Lizzano Novello si differenzia principalmente per i tempi di commercializzazione e le caratteristiche organolettiche legate alla giovanezza. Deve essere immesso al consumo entro il 30 marzo dell'anno successivo alla vendemmia, garantendo freschezza e vivacità. A differenza del rosso classico, che richiede un periodo di affinamento, il Novello mantiene aromi fruttati immediati e un sapore asciutto ma leggero. È consigliato per abbinamenti con carni bianche, formaggi freschi e primi piatti non troppo elaborati, offrendo un'esperienza di degustazione immediata e dissetante.
  • Dove si trova esattamente la zona di produzione del Lizzano DOC?
    La zona di produzione del Lizzano DOC si estende sui territori dei comuni di Lizzano e Fagiano, situati ad est di Taranto. Geograficamente, questa area si trova sul margine meridionale delle Murge Tarantine, a circa 25 chilometri dal Salento. Il paesaggio è prevalentemente pianeggiante, punteggiato da uliveti, mandorleti e i tipici trulli pugliesi. La vicinanza al mare influenza il clima, rendendo gli inverni miti e favorendo una maturazione ottimale delle uve grazie alle condizioni pedoclimatiche uniche della zona.
  • Quali sono le caratteristiche sensoriali (colore, odore, gusto) del Lizzano rosso?
    Il Lizzano rosso presenta una colorazione che varia dal rubino intenso al granato, segno di una buona struttura. Al naso si manifesta gradevole e caratteristico, con profumi che ricordano la frutta matura e il bosco, talvolta con accenni minerali dovuti al suolo carsico. Al palato è asciutto, armonico e ben equilibrato. La presenza del Negramaro garantisce una buona gradazione alcolica e una struttura che permette anche un'ottima evoluzione in bottiglia, mantenendo intatte le sue qualità organolettiche nel tempo.

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