Monreale

vino rosso

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I vini rossi di Monreale possono essere prodotti con uve autoctone e non di grande importanza. Ne risultano dei vini complessi, a volte nobili, anche negli abbinamenti.

di Redazione

23 gennaio 2018

Monreale

Monreale è una cittadina popolata da circa 40mila abitanti, a pochissimi chilometri da Palermo. Purtroppo è nota non solo per motivi paesaggistici, ma comunque ospita una serie di vigneti che fanno parte dell'omonima Doc. inoltre la cittadina ospita alcuni capolavori, come la cattedrale, dichiarata Patrimonio Mondiale dell'Umanità. La cittadina ha il territorio comunale tra i più grandi d'Italia, e questo ne fa una zona vinicola importante. La cittadina nacque sotto il dominio normanno, ma nella zona producevano ottimi vini già i Greci e poi i Romani. Non a caso, tutta la provincia di Palermo è interessata da denominazioni di origine. Qui si insediarono, via via, numerose popolazioni antiche, sia locali, che successivamente di derivazione fenicia e micenea. I Fenici dominarono a lungo l'intera Sicilia, insieme ai Greci, finché i Romani non riuscirono a strappare a Cartagine, l'intero territorio. Ma già i Cartaginesi e i Greci avviarono la coltivazione della vite e la commercializzazione del vino. Se i Greci importarono le loro uve, e iniziarono le prime forme di allevamento, i Fenici furono protagonisti di intensi scambi in tutto il Mediterraneo. Naturalmente i Romani seppero ingrandire entrambe le specializzazioni, facendo della Sicilia un importante centro di produzione vinicola, e un immenso porto al centro del bacino mediterraneo, esportando i vini ovunque. La Sicilia infatti si prestava molto bene all'agricoltura, grazie ad una fertilità del suolo importante. Non a caso, prima della conquista dell'Egitto dei Faraoni, la maggior parte del grano importato a Roma proveniva dall'isola. La qualità dei vini migliorò nettamente con i Romani, anche se vi fu un successivo abbandono della viticultura sotto la dominazione araba. Si tornò alle produzioni con l'avvento dei Normanni, e queste proseguirono ininterrottamente fino ai giorni nostri. Il vino di Monreale appartiene ad un'area molto limitata, ma dalle caratteristiche favorevoli, con un terroir molto completo. Si tratta di colline carbonatiche con forte presenza di dolomie e carsismo. Questo fattore, unito al clima caldo e temperato della Sicilia, garantisce alle uve autoctone un'ottima maturazione e aromaticità. Il calcare qui condivide il terreno con l'argilla, che rende più idratate le uve in un'area altrimenti sotto l'incubo siccità. Questi terreni sono arricchiti anche da marne e silicio, che fertilizzano il territorio, regalando ai prodotti della terra sapori unici.

I vigneti di Monreale

A Monreale si coltivano le principali viti autoctone per la produzione della Doc, a cui si aggiungono alcuni grandi vitigni di origine francese, famosi in tutto il mondo e di grande reputazione. Restano comunque le uve autoctone le protagoniste dell'assemblaggio. Qui il Nero d'Avola e il Perricone sono le due uve maggioritarie nella vinificazione, ma possono essere tagliate anche con del Syrah. Secondariamente, altri vitigni da taglio sono il Pinot Nero, il Cabernet Sauvignon e il Merlot. Inoltre, per il taglio, viene allevato anche il grande supertuscan, il Sangiovese. Il protagonista della zona è certamente il Nero d'Avola, che produce vini di gran corpo, che vanno però affinati per non essere troppo spigolosi. Inoltre, il taglio con Perricone e Syrah, facilita un certo ammorbidimento del vino, che mantiene però i suoi profumi lievi e fruttati. La presenza del Merlot invece, si spiega con la sua grande attitudine al calcare. Quando il vino viene tagliato con il Cabernet Sauvignon invece, assume delle connotazioni animali, con tocchi di erbe aromatiche, per produzioni diversificate rispetto agli aromi classici del Nero d'Avola.

I vini Doc rossi di Monreale

A Monreale la Doc è nata il 2 novembre 2000, e protegge i vini bianchi e rossi prodotti nei soli comuni di Monreale, Piana degli Albanesi, Camporeale, San Giuseppe Jato, San Cipirello, Santa Cristina, Gela, Corleone, Roccamena. Le due uve autoctone principali, devono essere usate in almeno la metà della vinificazione, anche se è possibile utilizzarle insieme o singolarmente. Il resto viene affidato alle altre uve, ma il 50% è indicato solo come quantità minima, e non fissa. Sarà quindi possibile aumentare questa percentuale per le uve autoctone. La forza del Monreale è nelle basse rese consentite, per le uve. Queste sono limitate a sole 10 tonnellate per ettaro, in modo da migliorare la qualità della vinificazione. La legge consente la produzione del Rosso generico, del Novello, del Riserva e dei monovitigni delle uve autoctone. Il Rosso generico è generalmente un vino secco, corposo e strutturato, ma dai toni freschi. Il Riserva si ammorbidisce sia nei colori, fino granata, che nei gusti, che si ammorbidiscono. Il naso risulta molto profumato, seguendo le caratteristiche del vitigno utilizzato. Il Novello invece è molto fruttato e sapido, sempre con un palato astringente, ottimo per i formaggi e gli affettati, ma anche per il pollo grigliato. Del Monreale si vinifica anche il monovitigno di tutte le uve consentite, come il Pinot nero, che apporta al vino profumi di sottobosco e frutta rossa matura. Perfetto per i formaggi e gli affettati, ma anche con la pasta e il polpettone siciliano. Il Sangiovese invece viene abbinato alla porchetta e alle lasagne, o altri piatti complessi e ricchi di sapori. Con il Cabernet Sauvignon si ottengono vini speziati ed erbacei, mentre il Perricone è più delicato, ottimo con i formaggi e la selvaggina. Si abbinano invece, al Nero d'Avola, le classiche melanzane ripiene tradizionali dell'isola. Poi si usa servirlo con formaggi ben sapidi e montoni arrosto. Grigliate e carne arrosto anche per il Merlot, mentre il Syrah può essere abbinato anche con le ricette siciliane di pesci grassi.

I migliori rossi di Monreale

Da provare, i vini della Cantina Sociale dell'alto Belice, perfetti per melanzane ripiene e carni arrosto. e agnello al forno. Anche con i formaggi a pasta semidura. Anche Feotto dello Jato produce vini interessanti e di gran gusto tra cui il Fegotto, con profumi intensi di cuoio e olive, e una bocca balsamica. Va servito su carni di selvaggina. Infine Spadafora, e in particolare il suo Syrah da servire con le aringhe con capperi.

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Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni principali utilizzati per produrre il vino rosso DOC Monreale?
    La produzione del vino rosso DOC Monreale ruota attorno alle uve autoctone siciliane, in particolare il Nero d'Avola e il Perricone, che devono costituire almeno il 50% dell'assemblaggio. Questi vitigni vengono spesso tagliati con varietà internazionali per bilanciare i profili sensoriali: il Syrah contribuisce ad ammorbidire il corpo mantenendo i profumi fruttati, mentre il Merlot si integra bene grazie alla sua adattabilità ai terreni calcarei. Sono ammessi anche il Cabernet Sauvignon, il Pinot Nero e il Sangiovese, quest'ultimo tipico dei super-tuscan, permettendo così una grande versatilità enologica pur preservando l'identità territoriale.
  • Come influenzano il terreno e il clima le caratteristiche organolettiche del vino?
    I vigneti di Monreale si trovano su colline carbonatiche ricche di dolomia, carsismo, argilla, marne e silicio. Questa composizione geologica, combinata con un clima caldo e temperato, favorisce una maturazione ottimale delle uve, garantendo elevata aromaticità. L'argilla presente nel suolo svolge un ruolo cruciale trattenendo l'umidità, proteggendo le viti dalla siccità tipica siciliana. Il risultato è un vino complesso, strutturato ma fresco, dove i minerali del terreno si riflettono in sapori unici e distintivi, differenziandosi da altre zone vitivinicole della regione.
  • Quali sono le differenze tra il Rosso Generico, il Riserva e il Novello di Monreale?
    Il Rosso Generico è un vino secco, corposo e strutturato, caratterizzato da note fresche ideali per un consumo immediato. Il Riserva subisce un affinamento più lungo che ne modifica il colore verso il granata e addolcisce il palato, rendendolo più morbido e profumato, evidenziando le specifiche caratteristiche del vitigno predominante. Il Novello, invece, è giovane, molto fruttato e sapido, con un palato leggermente astringente; è perfetto per chi cerca leggerezza e si abbina facilmente a formaggi, affettati e pollame grigliato senza richiedere lunghe attese.
  • Con quali piatti siciliani si consiglia di abbinare il Nero d'Avola?
    Il Nero d'Avola, essendo il vitigno protagonista della zona, offre vini di gran corpo che beneficiano di un affinamento per evitare eccessive asprezze. Per l'abbinamento culinario, si consiglia vivamente con i classici piatti siciliani come le melanzane ripiene, che esaltano la struttura del vino. È eccellente anche con formaggi dal sapore deciso e sapido, nonché con carni rosse robuste come il montone arrosto. La sua capacità di accompagnare grigliate e arrosti lo rende versatile per la tradizione gastronomica locale ricca di sapori intensi.
  • Cosa distingue il vino prodotto con Cabernet Sauvignon rispetto agli altri monocultivar?
    L'utilizzo del Cabernet Sauvignon nel taglio o come monovitigno conferisce al vino di Monreale connotazioni particolari, spesso definite 'animali', accompagnate da tocchi di erbe aromatiche e spezie. Questa combinazione crea un profilo sensoriale diverso rispetto ai classici frutti rossi del Nero d'Avola, offrendo maggiore complessità erbacea. Un esempio pratico è il Syrah di Spadafora, che pur essendo un vitigno diverso, mostra come l'integrazione di varietà internazionali possa creare abbinamenti sorprendenti, come quello con le aringhe con capperi, dimostrando la versatità dei vini della DOC.

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