Conservazione in salamoia

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conservazione in salamoia

La conservazione in salamoia, è un metodo che viene fatto mediante l'aggiunta di acqua e sale da cucina, per mantenere ortaggi, carene e pesce.

di Redazione

28 novembre 2015

Descrizione

La salamoia, è un metodo di conservazione che si realizza tramite una soluzione acquosa composta da sale da cucina e la sua concentrazione viene rilevata mediante uno strumento dal nome “densitometro di Baumé”. Questa soluzione viene impiegata per la cottura e la copertura di alimenti che devono essere conservati, in particolar modo pesce, carne, ortaggi ed insaccati. La salamoia si suddivide in: salamoia dolce, e salamoia forte. Il colore del liquido deve essere chiaro e composto da una flora microbica costituita esclusivamente da batteri, che sopravvivono in ambienti salini, in particolar modo micrococchi e bacillus. Il metodo della salamoia, viene impiegato non solo per la conservazione di conserve, ma anche delle semi conserve, come ad esempio le aringhe, e questo utilizzo, sostituisce la salatura. La salamoia leggera invece, si utilizza per la breve conservazione, specialmente per il mantenimento di pesce, prima di essere sottoposto ad affumicatura e conserva sottolio.

Controindicazioni

Dal punto di vista nutrizionale, gli alimenti conservati in salamoia non subiscono alterazioni, fatta eccezione per alcuni alimenti che subiscono in modo naturale ossidazione e perossidazione. Se prendiamo in considerazione il contenuto macro-nutrizionale, si possono osservare delle differenze importanti, tra i prodotti freschi e crudi, rispetto a quelli cotti e poi conservati con il metodo della salamoia. Questo metodo, dovete sapere che non è indicato per le alte temperature, in quanto favorirebbe il deterioramento della derrata, e della rottura delle cellule. Con l'ossidazione e la rottura delle cellule, il prodotto subisce impoverimento, mentre la mal conservazione determinerebbe l'alterazione della flora batterica di cui parlavamo prima.

Micrococchi e Bacillus

I Micrococchi, sono batteri che agiscono in coppia due a due, nutrendosi di materia organica morta. Alcuni di questi non patogeni, favoriscono alla produzione ed alla maturazione di prodotti caseari e di insaccati fermentati. Il Bacillus mesentericus, è un batterio che si trova nella salamoia ed è innocuo, ma nei metodi di pianificazione, una eccessiva presenza, è in grado di dare alla luce una particolare alterazione che prende il nome di “pane filante”, producendo una matrice dalla consistenza viscosa dal colore giallo tendente al marrone, maleodorante ed appunto filante. Questa contaminazione, appare dopo pochi giorni e nella peggiore delle ipotesi, anche dopo pochissime ore dalla cottura del prodotto.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra salamoia dolce e salamoia forte?
    La distinzione fondamentale risiede nella concentrazione di sale e nell'utilizzo pratico. La salamoia forte ha un'alta densità saline, ideale per la conservazione a lungo termine di pesci, carni e ortaggi, poiché crea un ambiente ostile ai microrganismi patogeni. Al contrario, la salamoia dolce o leggera contiene meno sale ed è progettata per una conservazione più breve. Viene spesso utilizzata temporaneamente per mantenere fresco il pesce prima di processi successivi come l'affumicatura o la conservazione sott'olio, garantendo stabilità senza alterare eccessivamente il sapore originale dell'alimento.
  • Come si misura correttamente la concentrazione della salamoia?
    Per determinare con precisione la percentuale di sale nella soluzione acquosa, si utilizza uno strumento specifico chiamato densitometro di Baumé. Questo dispositivo misura la densità del liquido, che aumenta proporzionalmente alla quantità di sale disciolto. Un controllo accurato della densità è cruciale perché una concentrazione troppo bassa non garantisce la conservazione, mentre una troppo alta potrebbe rendere l'alimento immangiabile. Misurare regolarmente la salamoia permette di mantenere l'equilibrio ottimale necessario per preservare le qualità organolettiche degli ortaggi, dei pesci e delle carni trattati.
  • Cosa causa il fenomeno del 'pane filante' nelle conserve?
    Il 'pane filante' è un'alterazione causata dalla proliferazione eccessiva del batterio *Bacillus mesentericus*, naturalmente presente nell'ambiente e talvolta nella salamoia. Sebbene il batterio sia generalmente innocuo, una sua crescita incontrollata produce una matrice viscosa, giallastra o marrone, maleodorante e caratteristicamente appiccicosa. Questo difetto può manifestarsi entro poche ore o giorni dalla preparazione. Per evitarlo, è essenziale garantire una corretta igiene, una salinità adeguata e evitare temperature elevate che favoriscono il deterioramento cellulare e la moltiplicazione batterica indesiderata.
  • La conservazione in salamoia influisce negativamente sul valore nutrizionale?
    In linea generale, gli alimenti conservati in salamoia non subiscono alterazioni nutrizionali significative, sebbene vi siano differenze tra prodotti freschi e quelli cotti prima della conservazione. L'ossidazione e la perossidazione possono verificarsi naturalmente in alcune verdure, indipendentemente dal metodo. Tuttavia, il rischio maggiore deriva da condizioni ambientali errate: alte temperature favoriscono la rottura delle cellule e il deterioramento, portando a un impoverimento del prodotto. Una conservazione corretta mantiene intatte le proprietà, evitando l'alterazione della flora batterica benefica necessaria al processo.

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