champagne spumante

spumante

spumante o champagne

Lo Spumante è un vino che all'apertura della bottiglia producono spuma, dovuta alla presenza nella stessa di anidride carbonica, che si forma attraverso la fermentazione.

di Redazione

20 marzo 2018

Introduzione

Lo Spumante è un vino che all'apertura della bottiglia producono spuma, dovuta alla presenza nella stessa di anidride carbonica, che si forma attraverso la fermentazione. Quando si apre una bottiglia di spumante di alta qualità il prodotto all'interno deve avere una sovrappressione non inferiore ai 3,5 bar da una temperatura ambiente di circa 20°, mentre per gli spumanti generici deve possedere almeno 3 bar, così anche per uno spumante aromatico. Molto spesso si legge o si sente dire Spumante e Champagne come se fossero due categorie differenti, ma è invece opportuno chiarire che il termine generico spumante, indica una categoria complessa di vini definita per legge. Tale tipologia è caratterizzata da molto prodotti differenti di cui fa parte anche lo Champagne, che è anche uno degli spumanti realizzato con metodo classico francese per antonomasia, ma non è certo il solo dato che esistono diversi crémant senza contare gli spumanti con metodo Martinotti. Lo Champagne viene realizzato con metodo classico, e la sua fama si è estesa nel corso del tempo in tutto il mondo, e viene associato nella maggior parte dei casi ad eventi lussuosi e di festa. Esso prende il nome dall'omonima regione della Champagne che si trova nella parte nord-est della Francia.

Storia dello Spumante

Vi sono alcuni scritti risalenti all'epoca romana dove sono riportati dei vini che avevano effervescenza naturale, e con molta probabilità queste civiltà bevevano il mosto che ancora non era divenuto vino. Per mantenere la tecnica di spumantizzazione è necessario avere dei contenitori a tenuta stagna come le bottiglie, che consentono di mantenere una sovrappressione di circa 6 atmosfere a 20°. LO spumante nasce in Francia nell'abazia di Hautvillers grazie al monaco Dom Pierre Pérignon nel diciassettesimo secolo. IL primo spumante italiano nacque nel 1865 grazie alla sinergia del duro lavoro dei fratelli Gancia e del Conte Augusto di Vastarino, che importò dalla Borgogna le barbatelle di Pinot Nero. Per la preparazione dello spumante italiano vennero eliminati tutti gli sciroppi che invece i produttori francesi aggiungevano al termine della lavorazione, e così facendo si ottenne uno spumante a base di moscato, di molto superiore a quello che si produceva in Francia, ed ottenuto a costi minori. Nel vino spumante naturale l'anidride carbonica presente si forma tramite la fermentazione del vino attraverso due metodologie differenti: 1. Metodo Classico o Metodo Champenoise: esso è il metodo tradizionale o detto anche della rifermentazione in Bottiglia. 2. Metodo Charmat o Metodo Martinotti: esso è il metodo della rifermentazione in autoclave detto anche metodo italiano. Oltre allo spumante realizzato con metodo naturale, vi è anche lo spumante gassificato, detto anche artificiale, dove l'anidride carbonica viene aggiunta a basse temperature. Tali bevande vista la scarsa finezza dei profumi e la consistenza grossolano del perlage, sono di mediocre qualità anche se sonio legalmente considerati degli spumanti a tutti gli effetti. Ovviamente il loro costo al pubblico è molto inferiore rispetto allo spumante naturale.

Storia dello Champagne

Sin dal Medioevo i vini realizzati nella regione Champagna erano già conosciuti e venivano realizzati da monaci che si trovavano nelle tante abazie presenti nella regione, che lo utilizzavano principalmente come vino da messa. Anche i regnanti francesi amavano moltissimo assaporare questi vini, dal sapore leggero e molto fine, tanto che venivano offerti in segno di omaggio ad altri regnanti europei. Erano però nella maggior parte dei casi dei vini fermi, rossi e senza spuma. Nel 1600 purtroppo a seguito delle guerre e dei saccheggi vennero distrutte abazie e conventi e con essi i vitigni. Nel 1670 un giovane Monaco benedettino giunse in una abazia con l'incarico di tesoriere e trovò sia il convento che le vigne in totale abbandono, così giorno dopo giorno si adoperò per rimetterle in sesto. Dopo un durissimo lavoro il monaco indirizzò i suoi sforzi alla produzione del vino, selezionando accuratamente le migliori uve e privilegiando terreni che si prestavano alla produzione del vino, fino ad affinare le tecniche del taglio dei vini e all'assemblaggio delle uve. Ancora oggi resta in dubbio la genesi della trasformazione del vino fermo in champagne. Un'altra versione narra invece che lo champagne sia nato a causa di un errore compiuto durante il processo di vinificazione di alcuni vini bianchi. Tale errore dunque avrebbe determinato la scoppio di diverse bottiglie che si trovavano in cantina ad affinare, e di conseguenza ha portato alla luce da parte dell'abate la presa di spuma. Ancora un'altra versione invece narra che fu l'abate ad inoltrare nelle bottiglie dei fiori di pesco con dello zucchero, e che dopo l'apertura di queste,si formava una schiuma densa e bianca.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra spumante e champagne?
    La distinzione fondamentale risiede nella denominazione geografica e nei metodi produttivi. 'Spumante' è il termine generico legale che indica qualsiasi vino frizzante con anidride carbonica derivante da fermentazione, prodotto in varie regioni del mondo. Lo 'Champagne', invece, è un tipo specifico di spumante che può essere definito tale esclusivamente se proviene dalla regione Champagne in Francia e segue rigorose normative locali. In sintesi, ogni Champagne è uno spumante, ma non ogni spumante è uno Champagne; confondere i termini è un errore comune che ignora la tutela delle origini e la specificità territoriale del prodotto francese.
  • Come si distinguono i vari metodi di produzione dello spumante?
    Esistono principalmente due metodi naturali per creare la bollicina. Il Metodo Classico (o Champenoise) prevede una seconda fermentazione che avviene direttamente all'interno della singola bottiglia, conferendo al vino maggiore finezza, complessità aromatica e una persistenza più lunga, tipico dello Champagne e di molti Crémant. Il Metodo Charmat (o Martinotti/Italiano), invece, effettua la rifermentazione in grandi autoclavi di acciaio sotto pressione. Questo processo è più rapido ed economico, preservando meglio i frutti freschi e i profumi primari, ed è ideale per spumanti aromatici come il Moscato d'Asti o il Prosecco, risultando generalmente meno costoso.
  • Cosa significa che uno spumante è 'gassificato' o 'artificiale'?
    Uno spumante gassificato è ottenuto aggiungendo anidride carbonica (CO2) al vino fermo a bassa temperatura, invece di lasciarla generare naturalmente dalla fermentazione. Questa tecnica industriale risulta in una struttura grossolana, con bolle più grandi e meno persistenti, e una minore eleganza olfattiva rispetto agli spumanti naturali. Sebbene siano legalmente classificati come spumanti e sicuri da bere, hanno una qualità organolettica mediocra e un prezzo notevolmente inferiore. Si consiglia di preferire sempre gli spumanti ottenuti con metodi naturali (Classico o Charmat) per apprezzare la vera complessità e la finezza del prodotto.
  • A quale temperatura va servito uno spumante di alta qualità?
    Per apprezzarne appieno le caratteristiche, uno spumante di alta qualità, specialmente quelli prodotti con Metodo Classico, deve essere servito freddo ma non gelido. La temperatura ideale oscilla tra i 6°C e i 10°C. A questa fascia termica, l'acidità risulta equilibrata e i profumi delicati riescono a esprimersi pienamente. Una temperatura troppo elevata (sopra i 12°C) accentua l'alcol e appiattisce i sapori, mentre un raffreddamento eccessivo (sotto i 6°C) intorpidisce il palato, nascondendo la complessità aromatica e rendendo le bolle meno vivaci. Assicurarsi che la bottiglia abbia raggiunto la giusta temperatura prima dell'apertura è cruciale per un'esperienza ottimale.
  • Chi è considerato il padre della nascita dello Champagne?
    Storicamente, la figura centrale attribuita alla nascita e allo sviluppo tecnico dello Champagne è il monaco benedettino Dom Pierre Pérignon, attivo nel XVII secolo presso l'abbazia di Hautvillers. Sebbene esistano leggende contrastanti sulla sua reale invenzione (alcune parlano di errori di vinificazione o aggiunte accidentali), Pérignon è riconosciuto per aver perfezionato le tecniche di assemblaggio dei vitigni, selezionato le uve migliori e introdotto pratiche innovative per stabilizzare il vino e prevenire le esplosioni delle bottiglie. Il suo contributo fu determinante nel trasformare un fenomeno naturale incontrollato in una produzione vinicola raffinata e di successo internazionale.

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