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soave

Il Soave è un vino bianco del Veneto, regione del nord Italia. Tra le sue caratteristiche, questa bevanda annovera una grande delicatezza e ha un sapore molto piacevole.

di Redazione

20 maggio 2014

Il Soave

Il Soave è un vino bianco del Veneto, regione del nord Italia. Tra le sue caratteristiche, questa bevanda annovera una grande delicatezza e ha un sapore molto piacevole. Il Soave è molto conosciuto in tutta l’Italia e all’estero e, proprio per questo motivo, è il secondo vino bianco, proveniente dall’Italia ad essere conosciuto ed esportato in tutto il mondo. Le origini di questo vino bianco risalgono al periodo medievale e alcuni storici ritengono che il nome derivi dal popolo dei soavi o svevi, ovvero coloro i quali discesero nella penisola italiana insieme ai Longobardi, capeggiati dallo spietato re Alboino. A partire dal secondo dopoguerra, il soave iniziò a conoscere fama e prestigio e, a seguito dell’Asti Spumante e del Chianti, divenne il vino più esportato e conosciuto anche all’estero. Il successo di questo vino del Veneto, però, finì molto presto e le cause possono essere ricercate nel fatto che la produzione diminuì perché il carattere particolare della bevanda iniziò a venir meno. Col trascorrere del tempo, però, a partire dagli anni Ottanta il Consorzio fece sì che il Soave riacquistasse le sua qualità e, inoltre, a partire dal 1986, con la collaborazione di altri enti si iniziò a lavorare per un’operazione antiparassitaria, con lo scopo di ridurre gli insetticidi utilizzati nei vigneti.

I vitigni

Per la produzione del soave vengono utilizzati diversi vitigni, ma alla base di questo di questo vi è l’uva garganega, utilizzato in una quantità pari al 70%, accompagnato per il restante 30% dal Trebbiano di Soave, oppure dal Pinot bianco o dallo Chardonnay. A questi può anche essere ugualmente aggiunto il trebbiano toscano, ma la quantità utilizzata non deve superare il 10%. Il Soave viene prodotto in una zona che ricopre i seguenti territori: San Martino, Monteforte d’Alpone, Mezzane di Sotto, Buon Albergo, Roncà, San Giovanni Ilarione, Montecchia di Crosara, San Bonifacio, Cladiero, Cazzano di Tramigna, Illasi, Colognola ai Colli, Lavagano. Le aree in cui sono coltivati questi vigneti sono caratterizzate da terreni argillosi e calcarei, con tufo e sono anche ricchi di anidride carbonica.

Il Soave Superiore e Spumante

Il vino bianco veneto, il Soave, consta di diverse varietà, tra cui il Soave Superiore e lo spumante. il Soave superiore deve sottostare ad almeno quattro mesi di invecchiamento prima di essere messo in commercio e deve avere una gradazione alcoolica di almeno 11,5 gradi. Esistono poi il soave classico e il soave classico superiore la cui gradazione deve essere la stessa del precedente citato e deve sottostare anche allo stesso periodo di invecchiamento. Infine, il Soave viene realizzato e prodotto anche come spumante le cui caratteristiche organolettiche sono molto simili alle altre tipologie di questo vino veneto.

Il Soave in tavola

Il Soave è un vino bianco veneto molto delicato e anche molto piacevole, con un profumo forte e intenso, leggermente di corpo e con un retrogusto amarognolo, ma armonico. La sua produzione consta di diverse varietà e ognuna di esse ha determinate qualità le quali per essere degustate al meglio e per poter essere esaltate necessitano di determinate pietanze che le accompagnino. Le caratteristiche di questo vino, in ogni sua variante, sono perfette per poter affiancare tutti i pasti, dall’antipasto al pranzo, dalla cena al dessert. Ovviamente, però, ogni tipologia di Soave necessita di una propria pietanza a seconda delle caratteristiche organolettiche. Infatti se il Soave è superiore va accostato a determinati tipi di pasti, se è giovane ad altri ancora, stesso discorso vale se è spumante o classico. Dato in comune tra tutte queste varianti del vino veneto in questione è la temperatura con cui esso va servito, ovvero 8-10 °C per le tipologie tranquille e 6 °C per lo spumante. Il Soave spumante, nella versione secca, può essere servito con aperitivi, può accompagnare piatti a base di verdure e di pesce o anche con pasti gratinati oppure fritti. Lo spumante extra dry può essere facilmente accostato con il pesce, soprattutto con crostacei all’insalata, con mousse di fegato o con tortelli di zucca. Il Soave frizzante crea un binomio perfetto con pietanze quali risotti conditi con molto burro, strudel salati o anche frittate a base di ortaggi. Il Soave tranquillo ha un sapore secco ma fresco e va gustato giovane, meglio se accostato da pietanze semplici e leggere come insalate, insalate ai frutti di mare, risotto con asparagi o all’ortolana, strudel di verdure oppure secondi piatti a base di pesce bollito o cotto a vapore con accostamento di verdure. Il Soave Superiore è stato sottoposto ad un periodo di invecchiamento e, quindi, si presenta più corposo e strutturato. Ciò sta a significare che, essendo il suo sapore più deciso, è perfetto per accompagnare pietanze più elaborate o sostanziose, come frutti di mare gratinati, ragù di mare, primi piatti con sugo di gamberi, salmone grigliato, verdure grigliate, salumi, pesce al forno e all’acqua pazza, meglio se orata e scorfano, e seppie realizzate in maniera particolare ed elaborata. Infine, il Soave Superiore Classico: quest’ultimo presenta le medesime caratteristiche organolettiche del precedente, pertanto gli abbinamenti non cambiano.

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Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni principali utilizzati per produrre il vino Soave?
    La base fondamentale del Soave è l'uva Garganega, che deve costituire almeno il 70% dell'uvaggio. Il restante 30% può essere composto da Trebbiano di Soave, Pinot Bianco o Chardonnay. È consentito aggiungere fino al 10% di Trebbiano Toscano. Questa composizione garantisce al vino la sua tipica delicatezza e struttura, mantenendo inalterate le caratteristiche aromatiche che lo rendono unico tra i bianchi italiani.
  • Come si differenzia il Soave Superiore dal Soave classico nell'invecchiamento?
    Il Soave Superiore, inclusa la versione Classico Superiore, richiede un periodo minimo di invecchiamento di quattro mesi prima della commercializzazione, garantendo una maggiore complessità aromatica. Entrambe le versioni devono raggiungere una gradazione alcolica minima di 11,5 gradi. Questo processo di affinamento conferisce al vino una struttura più corpulenta rispetto al Soave giovane, rendendolo adatto ad abbinamenti più elaborati e sostanziosi.
  • A quale temperatura bisogna servire il Soave per apprezzarne appieno le caratteristiche?
    La temperatura di servizio è cruciale per esaltare i profumi del vino. Per le tipologie tranquille, come il Soave classico o superiore, la temperatura ideale oscilla tra gli 8 e i 10 gradi Celsius. Se invece si opta per la versione spumante, la temperatura deve essere più bassa, intorno ai 6 gradi Celsius. Servirlo correttamente permette di preservare la freschezza e la delicatezza che contraddistinguono questa denominazione veneta.
  • Quale piatto accompagna meglio il Soave Superiore dato il suo profilo più strutturato?
    Grazie al suo invecchiamento, il Soave Superiore risulta più corposo e dal sapore deciso, ideali per piatti elaborati. Si abbina perfettamente a frutti di mare gratinati, ragù di mare, primi con sugo di gamberi, salmone grigliato, verdure grigliate, salumi e pesci al forno o all'acqua pazza come orata e scorfano. La sua struttura sostiene sapori intensi senza coprire le note aromatiche del vino.
  • Con quali pietanze è consigliato bere il Soave frizzante?
    Il Soave frizzante offre una combinazione vincente con piatti leggeri ma saporiti. È perfetto per accompagnare risotti conditi generosamente con burro, strudel salati o frittate a base di ortaggi. La sua effervescenza e freschezza tagliano bene la grassità del burro e si integrano armoniosamente con le preparazioni vegetali, offrendo una pausa rigenerante durante il pasto.

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