Il Latteria

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Il Latteria è un formaggio artigianale o semi-industriale tipico del Friuli, che viene prodotto dalle poche latterie turnarie tradizionali.

di Redazione

16 agosto 2017

Il Latteria

Il Latteria è un formaggio tipico del nord Italia friulano, e nella regione, dove viene prodotto, viene considerato il classico formaggio di una volta, quando veniva prodotto, ed è ancora prodotto, dalle Latterie Turnarie, con materie prime di qualità ed una lavorazione genuina, certificata anche da Slow Food. La sua zona di produzione esclusiva è il Friuli-Venezia-Giulia, e la materia prima di partenza, è il latte di vacca locale. Il formaggio Latteria, venne prodotto per la prima volta in Friuli nel 1881, e fu prodotto dalla Latteria Turnaria di Forni Avoltri, grazie alla lavorazione del maestro formaggiere Caneva. In questa latteria, in provincia di Udine, nacque la tradizione del Latteria, un formaggio intimamente collegato con le comunità locali, che sono rappresentate dalle Latterie Turnarie.

Le Latterie Turnarie

Le Latterie Turnarie sono una realtà del passato friulano, e alla fine 1800, erano molto diffuse in tutta la regione. La loro regolarizzazione avvenne nel 1880, quando venne riconosciuta la prima latteria, di Forni Avoltri, a Collina. Quel riconoscimento, fornì il punto di partenza alla diffusione di queste latterie, che nel secolo successivo divennero molto importanti, e fondamentali per l'economia della regione. Oggi, questo tipo di latterie, sono diventate molto rare, a causa della globalizzazione, che ha intensificato le produzioni, penalizzando le economie piccole e le basse produzioni di quel sistema fatto di allevamenti non intensivi sparsi sul territorio. Questi allevamenti e queste piccole latterie, univano le produzioni del latte per collettivizzare la caseificazione. Questo avveniva già dal Settecento, come testimoniano alcuni documenti, quando alcune famiglie di produttori di Osoppo sia allearono per turnarsi nella produzione con le proprie attrezzature. Questo era appunto il significato delle Latterie Turnarie, in modo che ogni giorno venisse lavorato da una latteria diversa. Chi produceva più latte, poteva lavorare più giorni, mentre la stagionatura era affidata ad un socio, che si occupava anche di venderle. Successivamente, queste latterie allargarono il loro giro d'affari, trasformandosi in cooperative sociali in cui si veniva pagati per la propria produzione in denaro, invece che avere diritto a parte della merce. Questo modello economico, iniziò a scemare nel dopoguerra, ma fu il terremoto nel Friuli, del 1976, a dare il colpo definitivo alle latterie turnarie, che in molti casi dovettero chiudere, lasciando spazio alle concentrazioni delle latterie e degli allevamenti rimanenti in strutture più grandi. Oggi sono rimasti solo pochi dei piccoli allevamenti familiari.

La lavorazione del Latteria

Il Latteria è un formaggio a pasta semidura, ottenuto con il latte crudo oppure riscaldato per pochi secondi fino a 50°C, in un processo che si chiama termizzazione, che serve all'eliminazione di alcuni germi che potrebbero rovinare la caseizzazione. Si utilizza il latte di due mungiture, mattiniera e serale, con la seconda riscaldata a 35°C in cui viene aggiunto del lattinnesto, oppure dei fermenti, e il caglio di vitello, sia in polvere che liquido, a seconda delle esigenze. Questa coagulazione viene lasciata durare tra i 25 e i 40 minuti, prima di passare alla rottura della cagliata. Il tutto poi viene semicotto a 45°C per fare l'estrazione per mettere il tutto nelle fasciere, che verranno poi pressate prima della salamoia. Questa fase precede la maturazione di 30 giorni, a cui seguirà poi la commercializzazione. Oggi la lavorazione avviene anche in latterie semi-industriali, che usano una tecnologia quasi simile, ma abbastanza differente da essere riconosciuta al test aromatico e gustativo. Comunque tutte le forme del Latteria sono marchiate e quindi riconoscibili per latteria e produttore. La lavorazione artigianale, o semi-industriale, è un vanto per la regione, e sponsorizzata da Slow Food che ne ha fatto un presidio per tentare di difenderne la produzione. Questo anche perché il formaggio trova una buona commercializzazione nella regione, ed è quindi un prodotto a chilometri zero, biologico e soprattutto ottimo dal punto di vista ambientale, perché prodotto e consumato soprattutto in Friuli. Per queste caratteristiche, è un prodotto da difendere e tutelare, anche per la grande tradizione che esprime.

Il Latteria: caratteristiche del formaggio

Il Latteria, maturato 30 giorni è un formaggio con la crosta paglierina ed elastica, non rugosa, che inizia a sfumare sul marrone quando avanza la stagionatura. L'occhiatura è di tipo fine, e media, con la pasta che si definisce paglierina. La pasta è semigrassa, e il formaggio ha un aroma medio o tendenzialmente verso il basso. Questo ne fa un formaggio ottimo per essere mangiato con il pane bianco, e come abbinamento enologico, preferisce i vini bianchi freschi, poco aromatici e piuttosto giovani. Il Latteria si presta bene ad essere mangiato anche con le verdure o con le insalate.

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Domande frequenti

  • Cos'è il Latteria e qual è la sua origine storica?
    Il Latteria è un formaggio tipico del Friuli-Venezia Giulia, considerato il classico formaggio di una volta. La sua produzione ebbe inizio nel 1881 presso la Latteria Turnaria di Forni Avoltri, grazie al maestro formaggiere Caneva. È strettamente legato alla tradizione delle 'Latterie Turnarie', un sistema cooperativo nato nel Settecento dove diverse famiglie si alternavano giornalmente nella lavorazione del latte. Oggi, sebbene il numero di queste latterie tradizionali sia diminuito drasticamente a causa della globalizzazione e del terremoto del 1976, il Latteria rimane un presidio Slow Food, simbolo di un'economia locale sostenibile e di una caseificazione genuina certificata.
  • Come viene prodotto il Latteria e quali ingredienti vengono utilizzati?
    Si tratta di un formaggio a pasta semidura ottenuto esclusivamente da latte di vacca locale. Il processo prevede l'utilizzo del latte crudo o termizzato (riscaldato brevemente a 50°C per eliminare germi indesiderati). Si mescolano le mungiture mattutina e serale; quest'ultima viene scaldata a 35°C e addizionata di fermenti e caglio di vitello. Dopo una coagulazione di 25-40 minuti, la cagliata viene rotta e semicotta a 45°C. Segue la messa in fasciere, la pressatura, la salamoia e una maturazione minima di 30 giorni. Ogni forma è marchiata per garantire la tracciabilità dal produttore alla latteria specifica.
  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del Latteria?
    Dopo 30 giorni di maturazione, il Latteria presenta una crosta paglierina, elastica e non rugosa, che tende a imbrunire leggermente con l'avanzare della stagionatura. La pasta è semigrassa, di colore paglierino e presenta un'occhiatura fine e media. L'aroma è definito medio, talvolta tendente al leggero, il che lo rende un formaggio delicato e versatile. Queste caratteristiche lo rendono ideale per chi cerca sapori autentici ma non eccessivamente forti, mantenendo intatta la tipicità del latte fresco friulano utilizzato nella sua produzione artigianale.
  • Con cosa si consiglia di accompagnare il Latteria?
    Grazie al suo profilo aromatico medio e alla consistenza semidura, il Latteria si abbina eccellentemente con il pane bianco, creando un perfetto connubio di sapori rustici. In ambito enologico, predilige vini bianchi freschi, poco aromatici e giovani, che non coprono il gusto delicato del formaggio. Inoltre, è eccellente servito insieme a verdure crude o insalate, sfruttando la sua versatilità in piatti semplici che valorizzano la qualità delle materie prime locali. È un prodotto ideale per un consumo immediato, tipico della dieta mediterranea friulana.
  • Perché il Latteria è considerato un prodotto sostenibile e a km zero?
    Il Latteria rappresenta un modello di sostenibilità ambientale ed economica locale. Essendo prodotto prevalentemente in Friuli con latte di allevamenti familiari non intensivi, rientra pienamente nella definizione di prodotto a chilometro zero. La filiera corta riduce l'impatto ecologico del trasporto e sostiene le economie rurali. Inoltre, la produzione è spesso biologica e tutelata da Slow Food come Presidio, che mira a preservare metodi artigianali rispettosi dell'ambiente. Difendere questa produzione significa mantenere viva una tradizione che valorizza il territorio e contrasta l'omologazione industriale.

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