Ravanelli

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ravanelli

I ravanelli, sono le radici della pianta del ravanello che esteticamente si presenta sotto forma di una radice tondeggiante di colore rosso scuro.

di Redazione

18 luglio 2015

Introduzione

Se parliamo dei ravanelli in botanica, questi sono classificati con il nome di “Raphanus savitus”, un doppio nome scientifico proposto da Linneo nei primi del Settecento, ancora oggi valido. I ravanelli, sono una pianta erbacea, che può nascere spontaneamente o può essere coltivata, appartenente alla famiglia delle “Brassicaceae”, oppure “Crucifere”. Come gran parte dei prodotti che crescono in modo naturale, anche il ravanello, viene impiegato in campo fitoterapico, grazie alle sue proprietà benefiche, oltre ad essere un ortaggio molto apprezzato nelle tavole del nostro paese. L'origine del nome “ravanello”, sembra derivi da “Raphys”, ovvero Rapa, termine che si collega alla lingua latina “Raphanus”. Anche la lingua persiana, ha contribuito alla nomenclatura di questa pianta “rafe”, che in questa lingua, significa “apparizione rapida”, in riferimento alla veloce germinazione dei semi di ravanello. Nel nostro paese, quando pensiamo al ravanello, ci viene subito in mente una radice rotonda di colore rosso, grande poco più di una ciliegia, ma le specie di questa pianta in realtà sono moltissime, in Giappone ad esempio esistono dei ravanelli tipici, in gradi di raggiungere i 50 chilogrammi di peso. Il ravanello, molto apprezzato e conosciuto per il suo sapore leggermente piccante e pungente, si presenta esteticamente di un colore rosso intenso, ma potrebbe sfumare in toni più chiari in base alla specie. La sua polpa è di colore bianco ed al palato risulta croccante. In base alle tonalità del colore di questo ortaggi, il ravanello viene classificato in moltissime varietà e sotto varietà. In Italia, il ravanello più consumato e coltivato è la specie “radicola”, ovvero il ravanello piccolo e tondo di colore rosso, ma questo ortaggio propriamente detto sembra essere il Ramolaccio, oppure Radice d'inverno, il quale si presenta con una radice molto allungata e globosa, ed il suo colore particolarissimo, tende al nero.

Descrizione botanica

Il ravanello, è una pianta erbacea annuale, presente in quasi tutte le regioni del nostro paese e si presta benissimo per essere coltivata negli orti domestici. Questo ortaggio, è originario dell'Asia Orientale, specialmente diffuso in Cina a Giappone, dove la sua coltivazione ed il suo impiego viene fatto da oltre tremila anni. La pianta di ravanello, non raggiunge una altezza molto elevata, e può arrivare a non più di un metro circa ed i frutti non nascono più di una volta all'anno, perché questa pianta è monocarpica. Una caratteristica molto particolare di questa pianta annuale erbacea, è che a differenza delle altre piante simili, questa è in grado di resistere a i mesi avversi sotto forma di seme. Il fusto del ravanello, produce forellini molto piccoli di colore bianco o lilla, molto spesso striati e sfumati di viola intenso. Le foglie sono tipicamente lobate, con il margine dentellato ed impreciso. La coltivazione dei ravanelli, viene fatta per la radice, che a sua volta viene sfruttata in ambito alimentare. Questa radice, si presenta come un fittone ingrossato generalmente dalla forma tondeggiante, talvolta allungata. Ad ogni modo, tutte le specie di questa pianta, presentano una radice molto consistente, tipicamente ingrossata, che a guadarla sembrerebbe gonfia. Questo pseudo rigonfiamento è dato dalle sostanze nutritive presenti al sue interno, molto indispensabili per lo sviluppo non solo del frutto, ma anche dei fiori. Il frutto della pianta dei ravanelli, si chiama siliqua, dal quale si estraggono i semi. La pianta di ravanello, si adatta benissimo a qualsiasi tipo di terreno, anche se prediliga terreni ricchi di sostanze organiche, calcaree ed irrigui.

Usi alimentari

Il ravanello, viene apprezzato specialmente per il suo sapore particolarmente pungente e leggermente piccante, per la realizzazione di insalate, mentre il suo colore esterno rosso brillante e bianco ghiaccio internamente, viene sfruttato sapientemente per fare le decorazioni di alcuni piatti freddi e guarnire pietanze di pesce e di carne. Generalmente quando si vuole assaporare il ravanello, questo lo si taglia a rondelle per poi condirlo con olio extra vergine di oliva e limone. Dovete sapere, che con l'aggiunta di limone, faciliterete la digestione di questo ortaggio. I ravanelli inoltre, vengono consumati anche in pinzimonio, accompagnati da carota tagliate sottili, sedano, finocchio e pomodori. Se si vogliono consumare i ravanelli per le insalate, possiamo consigliarvi di tuffarli ammollo in abbondante acqua freddo per almeno qualche ora prima di assaporarli. Una volta che i ravanelli saranno in ammollo per qualche ora, al momento del consumo, la radice risulterà più croccante al palato. Si può assaporare questo ortaggio anche cotto, oppure per la realizzazione di frittate o semplicemente come contorno. Anche le foglie di questa pianta, possono essere consumate per fini alimentari, infatti questi dopo la bollitura, si possono assaporare con un filo di olio extra vergine di oliva ed un pizzico di sale a vostro gradimento.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali varietà di ravanello disponibili e come differiscono tra loro?
    Sebbene in Italia sia predominante la varietà 'radicola', caratterizzata da una piccola radice rossa e tondeggiante, esistono molte altre specie. Un esempio noto è il Ramolaccio o Radice d'inverno, che presenta una radice allungata, globosa e dal colore tendente al nero. A livello internazionale, le differenze sono ancora più marcate; ad esempio, in Giappone si coltivano varietà giganti capaci di raggiungere pesi considerevoli, fino a 50 chili. La scelta della varietà dipende quindi dall'uso culinario desiderato e dalla preferenza per forme e colori diversi, spaziando dal rosso intenso a tonalità più chiare o scure.
  • Come preparare i ravanelli per renderli più croccanti e gradevoli al gusto?
    Per esaltare la croccantezza del ravanello, specialmente se destinato a insalate fresche, è consigliabile immergerlo in abbondante acqua fredda per diverse ore prima del consumo. Questo procedimento idrata le cellule della radice, rendendola più soda al palato. Per quanto riguarda il sapore, che può risultare pungente, l'abbinamento classico prevede il condimento con olio extravergine d'oliva e succo di limone. L'aggiunta di agrumi non solo bilancia la piccantezza, ma facilita anche la digestione di questo ortaggio, migliorandone la digeribilità complessiva.
  • È possibile mangiare anche le foglie del ravanello? Come cucinarle?
    Sì, le foglie del ravanello sono commestibili e nutrienti, spesso trascurate ma valide alternative alle verdure a foglia verde più comuni. Per consumarle, è necessario cuocerle, preferibilmente lessandole. Una volta cotte, possono essere condite semplicemente con un filo di olio extravergine d'oliva e un pizzico di sale, secondo i propri gusti. Questo metodo di preparazione ammorbidisce la texture delle foglie e ne mitiga eventuali note amare, trasformandole in un contorno gustoso e salutare da abbinare a vari piatti.
  • In quali preparazioni culinarie si utilizzano meglio i ravanelli?
    I ravanelli sono versatili in cucina. Vengono spesso tagliati a rondelle per arricchire insalate miste o pinzimonio, accompagnati da carote, sedano, finocchi e pomodori. Grazie al loro contrasto cromatico tra la buccia rossa e la polpa bianca, sono eccellenti per decorare piatti freddi e guarnire portate di pesce o carne. Possono essere consumati crudi, ma anche cotti: ad esempio, possono essere aggiunti a frittate o utilizzati come contorno semplice. La loro consistenza croccante e il sapore vivace li rendono ideali per dare freschezza ai piatti.
  • Quali sono le origini botaniche e storiche del ravanello?
    Botanicamente, il ravanello appartiene alla famiglia delle Brassicaceae (o Crucifere) e il suo nome scientifico è *Raphanus sativus*, classificato da Linneo nel XVIII secolo. Deriva dal latino *Raphanus* e dal persiano *rafe*, che significa 'apparizione rapida', riferimento alla veloce germinazione dei semi. Originario dell'Asia Orientale, in particolare Cina e Giappone, dove viene coltivato da oltre tremila anni, è una pianta erbacea annuale monocarpica. Resiste ai periodi avversi sotto forma di seme e si adatta bene a vari terreni, pur preferendo quelli ricchi di sostanza organica e ben irrigui.

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