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Il limone è un frutto molto importante sia per l'alimentazione industriale e casalinga che per le sua tantissime proprietà terapeutiche, conosciute anche in passato.

di Redazione

18 gennaio 2015

Il limone

Il limone è un alimento molto usato conosciuto in Europa già in epoca antica, nonostante la sua origine asiatica. Quello consumato è il frutto di un albero, del genere dei Citrus, a sua volta parte della famiglia delle Rutaceae. Il nome scientifico della specie è Citrus Limon. La sua origine, anche se del tutto incerta, risale probabilmente alla parte cinese dell'Asia, dove si pensa sia il risultato di un incrocio spontaneo fra il pompelmo e il cedro, anche se non mancano ipotesi di varietà completamente autonoma. Si sa che in Cina il limone era coltivato in epoca antecedente quella della Dinastia Song, databile tra il 960 e il 1279 dopo Cristo, ma tracce di antiche coltivazioni riguardano anche la Birmania settentrionale e l'Assam, una regione dell'India. Molti comunque ritengono che anche i Romani conoscessero già il limone in tempi antichi in quanto ne sono state trovate delle raffigurazioni sia a Pompei che a Cartagine anche se non è da escludere una loro semplice imitazione o conoscenza scarsa fatta durante i viaggi verso oriente. Infatti la storiografia narra che il limone arrivò in Persia solo attorno al VII secolo dopo Cristo, per poi andare in Egitto. Questo almeno risulta dalla storiografia araba attorno all'anno Mille, che parlavano del limone nella sua funzione di pianta ornamentale. Sempre attorno all'anno Mille i limoni arrivarono in Sicilia, per poi essere lentamente introdotti fino a Genova ben cinque secoli più tardi. Sempre intorno al 1500 Cristoforo Colombo lasciò dei semi di limone alle Azzorre, e sempre il famoso navigatore le importò, a partire dall'isola di Hispaniola, nei Caraibi, da dove si diffusero in tutte le Americhe, tanto che oggi qui sono ubicati i maggiori produttori. Un impulso notevole al consumo di limone venne dalla scoperta del medico scozzese Lind nella lotta allo scorbuto, famosa malattia dei marinai, che poteva essere combattuta semplicemente assumendo la vitamina C contenuta in questi agrumi. Era il 1747 quando il dottore suggerì il limone come rimedio alla malattia che uccideva in mare aperto.

Come è fatto il limone

Morfologicamente il limone è un albero che può arrivare fino ai 6 metri di altezza, la cui fioritura è molto graziosa, tanto da essere anche una pianta ornamentale. I suoi fiori sono bianchi e viola, e molto profumati. Il frutto, la parte antropologicamente più interessante, ha la conosciutissima forma ovaleggiante o sferica, con la buccia più o meno spessa e giallo intenso, molto ruvida. La polpa interna invece ha un colore molto tenue, ed è separata dalla buccia da un involucro bianco e spugnoso, che non si utilizza in cucina in quanto ha un sapore piuttosto amaro. La sua coltivazione oggi è quasi interamente dedicata all'alimentazione, ma non mancano le coltivazioni ornamentali, anche in vaso. Nel caso optaste per questa seconda ipotesi, vi sono in commercio terre fertilizzate specifiche, mentre la pianta deve essere rinvasata annualmente prima dell'inverno. Il limone ama i climi caldi ed è infatti coltivato in tutta la fascia subtropicale del pianeta. Riesce a fruttificare un paio di volte l'anno, con molti raccolti, dato che una pianta adulta riesce a fornire fino a 800 limoni l'anno. I maggiori produttori sono l'India, il Messico e l'Argentina, mentre l'Italia ha una produzione nettamente inferiore, seppur di grande qualità, localizzata in particolare in Sicilia, in Calabria e Campania. Ci sono oggi moltissime varietà di limoni, tanto che la loro registrazione botanica risulta abbastanza complicata. Generalmente le varie specie si diversificano solo per l'aspetto, mentre le proprietà sono molto simili tanto che l'industria non fa alcuna differenza nella coltivazione. I limoni sono un'importante risorsa economica e vengono sfruttati in tantissime lavorazioni industriali, tanto che il loro consumo fresco è modesto.

Il limone e i suoi impieghi

Il limone è un frutto molto succoso anche se la buccia può rappresentare a volte anche il 40% del peso totale. Del frutto viene scartata solo la parte bianca, mentre la buccia viene sfruttata nella produzione di canditi e nell'estrazione di alcune particolari essenza come la pectina. I semi vengono utilizzati per la produzione di olio e il nutrimento degli animali. Il succo è certamente la parte più importante, con impieghi industriali ed alimentari vastissimi, dalla produzione di bevande agli ingredienti per alimenti fino alla lavorazione per oli essenziali. Molto importante anche l'impiego farmacologico, sia del succo che della buccia. Il suo impiego officinale era ben noto già in passato e oggi la scienza ne ha attestato la validità, grazie alle tantissime vitamine presenti che si rivelano un ottimo antiemorragico e disinfettante. Note anche le proprieta contro la diarrea e i batteri, quelle toniche e coadiuvanti per la circolazione. Poi vi sono la cura delle infezioni orali e delle verruche. Ma è l'apporto vitaminico ad essere fondamentale nel limone, che da solo in un frutto riesce a sopperire al 71% del fabbisogno giornaliero di vitamina C. Il limone veniva addirittura usato in passato nelle cisterne per disinfettare l'acqua potabile.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà nutrizionali e benefiche del limone?
    Il limone è celebre soprattutto per il suo eccezionale contenuto di vitamina C, capace di coprire fino al 71% del fabbisogno giornaliero consigliato con un singolo frutto. Questa elevata concentrazione lo rende un potente antiossidante e un efficace supporto per il sistema immunitario. Storicamente, fu utilizzato dal medico scozzese Lind nel 1747 per prevenire e curare lo scorbuto nei marinai, confermandone il ruolo cruciale contro le carenze vitaminiche. Oltre alla vitamina C, il limone possiede proprietà disinfettanti, toniche e coadiuvanti per la circolazione sanguigna. Viene impiegato anche in ambito farmaceutico naturale per contrastare la diarrea, le infezioni orali e persino come trattamento locale per le verruche, grazie alle sue caratteristiche antibatteriche e astringenti.
  • Come si coltiva il limone e quali sono le condizioni ideali?
    Il limone prospera nei climi caldi e subtropicali, crescendo su alberi che possono raggiungere i sei metri di altezza. Per una coltivazione domestica in vaso, è essenziale utilizzare terreni specifici fertilizzati e effettuare il rinvaso annuale prima dell'inverno per garantire spazio alle radici. La pianta richiede molta luce solare diretta e temperature miti, temendo il gelo. Una pianta adulta sana è prodigiosa, capace di produrre fino a 800 frutti all'anno, spesso fruttificando due volte. Le regioni italiane migliori per la coltivazione sono Sicilia, Calabria e Campania, mentre a livello globale i leader sono India, Messico e Argentina. La cura principale riguarda la protezione dalle basse temperature e un'irrigazione regolare ma non eccessiva per evitare ristagni idrici.
  • Quali parti del limone si possono usare in cucina e quali no?
    In cucina, la parte più preziosa è senza dubbio il succo, ampiamente utilizzato per condire, aromatizzare bevande e preparare dolci. La buccia esterna, di colore giallo intenso e texture ruvida, è ricca di oli essenziali e pectina; viene impiegata per canditure, estrazioni aromatiche e come decorazione. Tuttavia, bisogna fare attenzione alla parte bianca interna, nota come albedo o mesocarpo. Sebbene commestibile, questa zona ha un sapore decisamente amaro e una consistenza spugnosa, quindi generalmente viene scartata nelle preparazioni gastronomiche tradizionali. I semi, invece, non sono usati in cucina ma trovano applicazione nell'industria per la produzione di oli vegetali e come integratori alimentari per animali.
  • C'è differenza tra le varie varietà di limone disponibili?
    Esistono numerose varietà di limone, tanto che la classificazione botanica risulta complessa. Nella maggior parte dei casi, le diverse specie si distinguono principalmente per caratteristiche estetiche come la dimensione, la forma e la spessore della buccia. Dal punto di vista nutrizionale e terapeutico, tuttavia, le proprietà rimangono sostanzialmente identiche tra le varie cultivar. L'industria alimentare tende a non fare grandi distinzioni qualitative tra le specie, poiché il profilo chimico, specialmente quello relativo alla vitamina C e all'acidità, è simile. Di conseguenza, la scelta della varietà dipende più dall'uso specifico desiderato (ad esempio, buccia più sottile per il succo o più spessa per la scorzetta) che da differenze intrinseche nel valore nutritivo.
  • Qual è l'origine storica del limone e come si è diffuso?
    Nonostante sia associato al Mediterraneo, il limone ha origini asiatiche, probabilmente derivando da un incrocio spontaneo tra pompelmo e cedro nella Cina meridionale. Coltivato in Cina già prima della dinastia Song (IX-XIII secolo), si diffuse successivamente in Birmania e India. Arrivò in Persia nel VII secolo d.C., in Egitto e Nord Africa attorno al mille, dove inizialmente era considerato una pianta ornamentale. Gli Arabi lo portarono in Sicilia intorno all'anno Mille, da dove si espanse gradualmente verso nord, raggiungendo Genova solo cinque secoli dopo. Con le esplorazioni marittime, Cristoforo Colombo ne portò i semi alle Azzorre e nei Caraibi, facilitandone la diffusione in tutto il continente americano, oggi uno dei principali produttori mondiali.

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