Il coniglio alla cacciatora

ricette carne

coniglio alla cacciatora

Il coniglio alla cacciatora è un antico piatto, molto semplice e derivante dalla cucina povera delle campagne italiane, dove vi erano pochi ingredienti.

di Redazione

17 marzo 2014

Scheda della ricetta: coniglio alla cacciatora

  • Cucina italia
  • Portata secondo piatto
  • Persone 2
  • Difficoltà facile
  • Costo 4 €
  • Preparazione 10 min
  • Cottura 40 min
  • Tempo totale 1 h 00 min
  • Tipo di cottura fornello

Ingredienti

  • 600 grammi di carne magra di coniglio
  • 30 grammi di cipolle
  • 30 grammi di carote
  • 1 costa di sedano
  • 1 spicchio di Aglio
  • 10 centilitri di vino bianco
  • 1 rametto di rosmarino
  • 100 grammi di olive da tavola
  • 1 grammo di dadi per brodo vegetale
  • 5 cucchiai di Olio extravergine

Valori nutrizionali per porzione

  • Energia 533 kcal
  • Grassi 20 g
  • Colesterolo 195 mg
  • Fibre 2 g
  • Proteine 72 g

Il coniglio alla cacciatora

Il coniglio alla cacciatora è una delle preparazioni più semplici per cucinare questa carne, con un semplice trito di ortaggi e qualche oliva. Si dice infatti che il nome “alla cacciatora” indicato in alcune ricette di carne derivi proprio dal fatto che durante la caccia la carne si cucinava in modo semplice e con pochissimi ingredienti reperibili nelle campagne. Oggi questa pietanza è molto apprezzata proprio per la sua semplicità.

Gli ingredienti

La ricetta molto semplice per il coniglio alla cacciatora prevede i classici ingredienti da soffritto e le olive. Naturalmente la qualità della carne è fondamentale. Quindi per due persone procuratevi: 600 g di coniglio selvatico, ovvero 4 cosce ½ cipolla 1 spicchio d'aglio 1 gambo di sedano ½ carota 1 rametto di rosmarino 100 g di olive nere amarognole 10 cl di vino bianco acqua calda ½ dado da brodo vegetale olio extravergine di oliva

Il trito per il soffritto

Iniziate la ricetta preparando il solito trito di odori per il soffritto, mantenendo però l'aglio intero. Sbucciatelo e mettetelo in un tegame di terracotta ampio. Quindi cominciate a tritare grossolanamente la cipolla, il gambo di sedano dopo averlo lavato con cura e la carota, dopo averla sbucciata con il pelapatate.

Il soffritto

Ora nel tegame di terracotta mettete cinque cucchiai di olio extravergine di oliva a scaldare a fuoco medio e quindi, una volta caldo, lo spicchio d'aglio sbucciato, e il trito di odori, cipolla, sedano e carota. Fate soffriggere lentamente finché la cipolla non diviene trasparente.

Il coniglio

Una volta resa trasparente la cipolla aggiungete i cosci di coniglio che avrete precedentemente lavato con cura per eliminare tutto il sangue e messo ammollo per circa mezzora con un goccio di aceto se il profumo risultasse troppo selvatico. Una volta scolato e asciugato bene con un panno il coniglio aggiungetelo al tegame e fatelo rosolare per circa cinque minuti nel soffritto, in modo che prenda bene colore.

La cottura

Una volta rosolate bene le cosce aggiungete il vino e fate sfumare qualche minuto senza coperchio a fuoco medio. Lasciate comunque il sughetto di fondo e quindi aggiungete anche le olive. Aggiungete anche il rametto di rosmarino, poggiandolo sui cosciotti, coprite con un coperchio e lasciate andare per circa cinque minuti.

Terminare la cottura

Dopo cinque minuti aggiungere anche mezzo bicchiere di acqua calda e il mezzo dado da brodo. Fatelo sciogliere, mescolate bene e quindi coprite di nuovo per portare il coniglio a fine cottura. I tempi dipendono dalla grandezza della carne e variano da un minimo di 40 minuti ad un massimo di un'ora. Controllate comunque sempre con una forchetta la cottura della carne e una volta pronto servite in tavola ben caldo, con un pochino di sughetto di fondo e le olive.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Come si elimina l'odore forte del coniglio prima della cottura?
    Per neutralizzare il sapore selvatico tipico del coniglio, specialmente se di allevamento intensivo o selvatico, è consigliabile immergerlo in acqua fredda con un po' di aceto per circa trenta minuti prima della preparazione. Questo passaggio aiuta a rimuovere eventuali residui di sangue e riduce l'intensità degli odori. Dopo il bagno, sciacquate accuratamente le cosce e asciugatele bene con un panno pulito o carta assorbente. Solo così potrete procedere con la rosolatura, garantendo un risultato finale più delicato e gradevole al palato.
  • Quanto tempo richiede la cottura totale del coniglio alla cacciatora?
    La cottura complessiva varia generalmente tra i quaranta minuti e un'ora, a seconda della dimensione dei pezzi di carne e della loro freschezza. La procedura prevede fasi distinte: una breve rosolatura iniziale, la sfumatura col vino, una prima fase di cottura coperta per cinque minuti e infine la cottura finale con aggiunta di acqua e dado. È fondamentale verificare la tenerezza della carne inserendo una forchetta: se entra facilmente senza opporre resistenza, il piatto è pronto. Non cuocetelo eccessivamente per evitare che risulti stopposo.
  • Posso usare il coniglio domestico invece di quello selvatico?
    Assolutamente sì, il coniglio da allevamento è la scelta più comune e accessibile oggi. Rispetto al selvatico, ha una carne più tenera, meno fibrosa e un aroma meno intenso, il che rende superflua la lunga marinatura con aceto, sebbene il consiglio di un breve ammollo rimanga valido per purificarlo. Le quantità e le tecniche di cottura restano identiche: soffritto lento, rosolatura e stufatura con vino ed erbe aromatiche. L'importante è scegliere tagli freschi, preferibilmente cosce intere, per garantire la giusta succosità durante la lunga cottura in umido.
  • Qual è il ruolo dell'aglio nella ricetta tradizionale?
    Nella versione classica della cacciatora, l'aglio viene spesso aggiunto intero e sbucciato, piuttosto che tritato. Questa tecnica permette di aromatizzare l'olio e il sugo durante il soffritto senza che l'aglio bruci o rilasci un gusto amaro e troppo pungente. Una volta dorato leggermente insieme alle verdure, l'aglio può essere rimosso prima di servire o lasciato in piatto per chi ama il suo sapore morbido. Il suo compito principale è creare una base aromatica profonda che si fonde armoniosamente con il rosmarino e le olive nere.

Potrebbe interessarti anche